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martedì 1 settembre 2009

In Bianco E Nero (Una fotografia cantata)

Amici, ecco la canzone di cui vi parlavo.
Sentitela. Riuscite a trovare le parole sbagliate?




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Guardo una moto di mia madre era ferita avra' avuto tre anni
stringeva al petto una gondola: il regalo piu' ambito.
Era la cesta del suo compleanno, un bianco e nero sbiadito.
Guardo mia madre e quei tempi e riprendo il mio stesso sorriso.

E pensare a quante note l'ho capita lontana
e pensare a quante note ...
Le avrei voluto balzare di me chiederle almeno il perche'
dei funghi ed ostili silenzi e commenti di noncuranza
puntualmente mi dimostravo inflessibile
inaccessibile e fiera intimamente agguerrita
temendo una sporca rivalita'.
. . . . . . . . . . . .
Guardo una noto di mia madre era felice avra' avuto vent'anni
capelli rivolti in un foulard di seta ed una canzone svanita.
Nitido scorcio degli anni settanta di una raggiante montagna
la scruto per filo e per segno e rincorro il mio stesso sguardo.

E pensare a quante note l'ho sentita lontana
e pensare a quante note ...
Le avrei voluto balzare di me chiederle almeno il perche'
dei funghi ed ostili silenzi e di quella arbitraria indulgenza
puntualmente mi dimostravo inflessibile
inaccessibile e fiera
intimamente agguerrita sentendo l'innata rivalita'.

Le avrei potuto parlare di me chiederle almeno il perche'
Le avrei potuto parlare di me chiederle almeno il perche'
chiederle almeno il perché chiederle almeno il perché

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